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Roma, il modello Riace approda a Cinecittà

di Mimmo Rizzuti

In un clima politico – culturale deteriorato e difficile, dominato dal sovranismo e dal ritorno preoccupante di nazionalismi e chiusure sforanti nella xenofobia, oggi, 13 settembre, alle ore 17.00, approda a Cinecittà, centro sperimentale di cinematografia, un’idea di società e di rapporto tra gli uomini e le donne del pianeta di segno opposto. Approda un modello di accoglienza e inclusione connotato dai tratti determinanti dell’intercultura, della comprensione dei drammi che sconvolgono la vita di milioni di essere umani, in un pianeta attraversato dallo scontro per il dominio geopolitico ed il controllo delle risorse, tra le grandi potenze mondiali e regionali. Un mondo attraversato, dai mutamenti climatici, dal ritorno della schiavitù e del disprezzo per i dannati della terra. Gli scarti, li definisce amaramente, papa Francesco.

Arriva il sindaco di Riace Mimmo Lucano, artefice primo del rovesciamento del paradigma dominante su migrazioni ed accoglienza, che in mezzo a mille traversie si è concretizzato a Riace. Un piccolo paese della Calabria Jonica, terra svuotata dalle migrazioni nel corso di tutto il 900, terra dove asfissiante è la presenza della ndrangheta, ma terra anche, per la sua storia di secoli, di accoglienza, di uomini e donne capaci di sognare, lottare e vincere. La terra dell’ex Magna Grecia. La terra del naturalismo mediterraneo che considera la natura non un giacimento da sfruttare fino all’esaurimento, ma un’entità vivente che va rispettata al pari degli umani.

La terra di Tommaso Campanella, della città del sole. Piero Bevilacqua ha recentemente dato alle stampe per i tipi di Castelvecchi, un testo, in proposito, molto bello, “Il Sole di Tommaso”. Nella quarta di copertina si legge: “L’intera vita di Tommaso Campanella è un appassionato, grandioso progetto di rivolta. Ribellione contro la monarchia di Spagna, la Chiesa, la filosofia scolastica, il pensiero unico della sua epoca. Il frate calabrese è animato dalla visione utopica di una possibile società egalitaria da edificare grazie a una rinnovata fede. Con una potenza intellettuale senza pari, che giganteggia sulle menti dei contemporanei, sogna il mondo pacificato da una nuova fratellanza fra i popoli e da un riconoscimento della dignità della Natura, dei sensi e dei diritti di tutti i viventi. Ma è consapevole dell’enormità dell’impresa, a partire dalla sua Calabria, marginale e oppressa. Solo le catastrofi naturali, preconizzate dalla sua mente profetica, possono creare le condizioni perché l’ordine dominante tracolli e il popolo irrompa nella Storia con la sua rivolta liberatrice. Il fallimento della congiura, finita in una sanguinaria repressione, non fa che aggiungere splendore a un’utopia ancora oggi necessaria.” “Il Sole di Tommaso”, oggi brilla di nuovo nella Jonica reggina. Brilla a Riace nel grandioso progetto e nel sogno realizzato di Mimmo Lucano, in nome di una nuova umanità, che ha sconfinato in tutto il Mondo. Ed in nome dell’umanità, con grande intelligenza politica e capacità amministrativa, nonostante gli intralci burocratici, la lotta senza quartiere di chi intende l’accoglienza come un business, ha ridato vita e speranza ad un Paese dissanguato, destinato a morte sicura.

Ha dato, in 20 anni, accoglienza, nel rispetto della loro dignità, a migliaia di uomini, donne e bambini in fuga da ogni angolo della terra, alla ricerca disperata di una vita degna di essere rispettata e vissuta. Ne ha incluso centinaia nella sua piccola comunità. Ed a Riace non si è fatta solo buona integrazione degli immigrati. L’integrazione tout court, come noto, presuppone comunque una cultura forte e una cultura debole. A Riace c’è stato molto di più. C’è stata induzione “alla partecipazione attiva” nel segno dell’interculturalità, la via attraverso la quale si può operare la combinazione di tanti elementi eterogenei, per costruire sintesi culturali ibride, capaci di diventare forza innovativa delle democrazie, come sottolinea Antonio Rinaldi in un suo libro di due anni fa, sulla natura alternativa dell’accoglienza praticata a Riace. E tutti sappiamo di quanto bisogno oggi ci sia di questi sogni in tutto il mondo, a cominciare dall’Italia e dall’Europa. Un modello quello di Riace derivante da un sogno, capace di coniugarsi con un altro grande sogno: quello del Manifesto di Ventotene e di Altiero Spinelli, oggi, purtroppo tradito dall’Europa non dei popoli ma degli Stati e dei Governi. Il sogno di quella Europa va al più presto, ripreso in mano nella sua valenza originaria, prima che sia troppo tardi. E con Mimmo Lucano arriva a Cinecittà Beppe Fiorello che interpreta proprio Lucano, nella fiction della Rai “Tutto il Mondo è paese”, ispirata dal bel libro di Chiara Sasso per i tipi del Gruppo Abele, “Riace città dell’accoglienza. “Una fiction che sarebbe dovuta andare in onda già agli inizi di questo anno, ancora bloccata dalla Rai.

Arrivano entrambi i Sindaci, quello vero e quello televisivo, in un quadrante di un Municipio romano, ricco di una grande storia di lotte e di governo, per la democrazia ed i diritti sociali, attraversato anch’esso dalle grandi difficoltà del momento. Ma arrivano, su invito delle Rete Cinest e del Movimento degli Africani, sostenuti da RECOSOL e dall’assessorato alla Cultura del VII Municipio, per la giornata inaugurale delle loro feste annuali, quella del quartiere Cinest ed il Carnevale africano del successivo 29 settembre, tutte le reti istituzionali e sociali nazionali e territoriali, singole personalità, associazioni, sindacati, che sostengono Riace ed il suo modello di accoglienza ed inclusione.
Per l’occasione, in quella sede, porteremo all’attenzione di tutti i sindaci, delle reti di comuni che hanno aderito e delle reti sociali, il programma “L’audacia nel nome dell’Umanità”, che un gruppo di europei, spinto da Riccardo Petrella ed allargatosi a tante persone dell’America-Latina, del Nord Africa e dell’Asia lancerà a Figueras – Catalogna nel il primo Agorà degli abitanti della terra, convocato per il 13/16 dicembre prossimo. Un primo incontro finalizzato a dare un contributo al processo di costruzione dell’Umanità come soggetto politico istituzionale unitario, che guardi oltre la dimensione e la valenza degli Organismi Internazionali esistenti, emanazione degli Stati, discutendo ed elaborando nuovi orizzonti per “cambiare il divenire”. In quella occasione sarà lanciata l’iniziativa per rilascio, da Comuni o comunità territoriali equivalenti che condivideranno il progetto, della “Carta di Identità Mondiale di Abitante della Terra-” che avrà, ovviamente solo valore simbolico, teso a sottolineare il radicamento di ogni essere umano nei vari luoghi di vita della Madre Terra.

E un’ulteriore proiezione, necessaria, per il modello di Riace. Ma necessaria anche per i Municipi delle grandi metropoli come i nostri, sempre più luoghi di incontro e di vita di migliaia di persone di provenienza, storia, cultura, sogni e bisogni diversi, che vivono una situazione di difficoltà e crisi dovuta anche all’inadeguato, incoerente modello di accoglienza e inclusione, generatore di paure, insicurezza, tensioni e involuzione delle democrazie. Il VII e l’VIII, sono due grandi Municipi romani con grande storia ed enormi difficoltà nel governo dei fenomeni migratori e dell’accoglienza, che si trovano a fronteggiare, oltre l’ordinaria amministrazione già difficilissima, problemi di crescente marginalizzazione delle fasce sociali più in difficoltà e la loro convivenza con i migranti più deboli ed emarginati. Si trovano a fare i conti con fenomeni e realtà contrastanti. Dalle tante difficoltà del mondo giovanile, alla solitudine, le paure, i problemi di sicurezza, reale o avvertita, di un tessuto sociale sempre più anziano, la contrazione del tessuto produttivo ed occupazionale, la precarizzazione, la qualità dei servizi. Il nostro, il VII, ad esempio, è il quartiere in cui sono insediati i “Casamonica”. Ma è anche il quartiere degli Studios , di questo prestigioso centro di cinematografia, della seconda università, dei grandi centri nazionali di ricerca e sperimentazione scientifica, dell’agenzia spaziale, di una rete estesa di organizzazioni sociali ed ambientaliste. E’ il municipio di cerniera tra la città e la grande e bella area dei Castelli e le grandi aree commerciali ed industriali contigue alla città. L’VIII, nella diversità della sua struttura e collocazione geografico-territoriale, non ha problemi molto dissimili.

Quello che è certo, però è che si impone, anche per queste realtà, un cambiamento di passo e di paradigma. Ci vuole la buona amministrazione, ma non basta. Non basta la “governance” parola e concetto di marca aziendale, assolutamente inadeguato per una pubblica amministrazione. A monte della buona amministrazione, ci vogliono orizzonti sogni, governo. Forse è bene ricordare qui, oggi, con Mandela che i sogni e le utopie muovono il mondo prima di tutto e che alla fine “Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è arreso”.

Ai presidenti di questi nostri municipi ed ai sindaci presenti, ai rappresentanti delle reti sociali ed istituzionali, ai giovani, che ringraziamo per aver accolto il nostro invito, sommessamente suggeriamo di riprendere a sognare, per poter governare. Così come ha fatto Mimmo Lucano, che incarna l’uomo, il sognatore, il politico, l’amministratore intelligente. Mimmo è stato ed è “un sognatore che non si è arreso”. Ed ha già vinto. Perciò l’Università del Bene Comune che gli ha conferito la laurea honoris causa, in Utopia, stamattina ha ricevuto il premio Pio Latorre attribuitogli da “Avviso Pubblico e CGIL” ed oggi riceverà il Premio Marco Pannella che il Movimento degli Africani assegna ogni anno alle personalità che si sono distinte nella difesa dei diritti e della dignità delle persone. A lui e a tutti gli altri sindaci e presidenti di Municipio, che invitiamo a partecipare al primo agorà degli abitanti della terra di fine anno, sopra richiamato, chiediamo di approfondire il progetto e pensare al possibile rilascio ai propri cittadini, laddove ne esistano le condizioni, della Carta di Abitante della Terra.

Scritto da Redazione

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