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Jeremy Corbyn is the leader of the Labour Party, and possibly the next Prime Minister.

Le elezioni inglesi e il fango mediatico contro Corbyn

di Stefano Zecchinelli

Stefano Zecchinelli

Le ultime elezioni inglesi hanno mobilitato, contro il laburista di sinistra, Jeremy Corbyn (JC), gli apparati mass-mediaci delle estreme destre israeliana e statunitense, per la precisione il gruppo di potere legato a Steve Bannon: Breitbart e Cambridge Analytica. La linea calunniosa dell’Alt Right, in questa circostanza, ha trovato sponda nella fazione ‘’blairiana’’ del Labour; Tony Blair, un neoconservatore di “sinistra”, manutengolo di George Bush, che ha costruito l’ingiustizia per conto della spregiudicata borghesia ‘’cosmopolita’’ anglo-statunitense.

La macchina del fango ‘’neocon’’ contro Corbyn

Il giornalista Matt Kennard ha documentato, in modo estremamente rigoroso, la collaborazione degli apparati militari con le istituzioni plutocratiche per ritrarre Corbyn come una minaccia alla “sicurezza nazionale”. Il leader laburista, in realtà un moderato riformatore sociale, è stato presentato come “terrorista” e simpatizzante del movimento patriottico irlandese (IRA). Avversario della politica imperialista di cooperazione con l’Arabia Saudita ed il sionismo d’ultradestra, JC ha ricevuto l’epiteto ingiurioso di “antisemita”, una accusa proveniente da più fronti: i neofascisti dell’Alt Right, la sinistra neoliberista di Tony Blair ed i neoconservatori europei.

La difesa più efficace di Corbyn proviene dal giornalista israeliano, Gideon Levy, il quale ritrae l’ipocrisia dei neoconservatori israeliani e statunitensi, Leggiamo (QUI l’intero articolo):

“Corbyn non è  un antisemita . Non lo è mai stato. Il suo vero peccato è la sua ferma posizione contro l’ingiustizia nel mondo, inclusa quella  perpetrata da Israele. Oggi questo è antisemitismo. L’ungherese Viktor Orban, il Austrian Freedom Party e l’estrema destra in  Europa  non rappresentano un pericolo per gli ebrei. Corbyn è il nemico. La nuova ed efficace strategia di Israele e dell’establishment sionista consiste nel  bollare ogni cercatore di giustizia come antisemita e ogni critica a Israele come odio per gli ebrei. Corbyn è vittima di questa strategia che minaccia di paralizzare e mettere a tacere l’Europa nei confronti di Israele” .

Netanyahu ha relazioni, intime, col neofascismo europeo compresi diversi negazionisti della Shoah: “Viktor Orban, il Austrian Freedom Party e l’estrema destra in  Europa”, a cui aggiungo la Lega Nord ed il Fronte Nazionale francese. Negli Stati Uniti, Trump raccoglie il voto dei neonazisti del Ku Klux Klan (KKK) ed il suo ideologo, Steve Bannon, è un antisemita dichiarato. L’odio verso gli ebrei non ha impedito a Bannon di esaltare le politiche guerrafondaie di Israele, ha ragione Levy (QUI l’intero articolo): “Steve Bannon, un razzista dichiarato ed esplicitamente antisemita che è stato nominato capo della strategia della Casa Bianca di Trump, è un amico di Israele” . I plutocrati della “destra alternativa” (Bannon, Breitbart, Cambridge Analytica) stanno manipolando la professione giornalistica: dall’informazione alla manipolazione; dal modernismo all’egemonia (dis)informativa dei neoconservatori. Gli abusi di potere ed il “giornalismo di guerra” diventano, in questa società indecente, normalità.

GB: l’imperialismo ha manipolato le elezioni

L’odio verso la sinistra di classe, dal dopoguerra in poi, ha spinto le lobby anglo-statunitensi a creare Gladio, un sistema di potere “occulto” nelle mani di CIA e MI6. L’analista Caitlin Johnstone ritiene che le ultime elezioni inglesi debbano ritenersi manipolate – quindi irregolari – documentando il tutto, a dispetto degli epiteti liberali, con un rigoroso articolo (QUI l’intero articolo):

“Non voglio dire che i miliardi di dollari dei reportage dei mass media gratuiti spesi per diffamare Jeremy Corbyn e il Partito laburista abbiano avuto un effetto maggiore sui risultati elettorali rispetto al Brexit e agli errori strategici del partito. Dico solo che hanno sicuramente avuto un effetto maggiore rispetto a qualche migliaio di dollari spesi da cittadini russi sui social negli Stati Uniti, che la classe politica / mediatica denuncia con grande strepito da circa tre anni. Negare che una campagna di diffamazione mediatica delle dimensioni e della portata di quella contro Corbyn abbia avuto un effetto è come negare che la pubblicitàun’industria da trilioni di dollari, abbia un effetto.

Il che significa che i plutocrati e le agenzie governative hanno indiscutibilmente interferito nelle elezioni britanniche, in misura esponenzialmente maggiore di qualsiasi cosa i russi possano aver fatto. Eppure, secondo la legge britannica, era perfettamente legale e, per la società britannica, era perfettamente accettabile. È perfettamente legale e accettabile per le persone potenti abbiano un’influenza molto maggiore in un’elezione asseritamente democratica rispetto a qualsiasi altro degli ordinari elettori”.

Il capitalismo fa il proprio lavoro e Londra è la capitale del capitalismo dei disastri, non dobbiamo sorprenderci se “secondo la legge britannica, era perfettamente legale e, per la società britannica, era perfettamente accettabile. È perfettamente legale e accettabile per le persone potenti abbiano un’influenza molto maggiore in un’elezione asseritamente democratica rispetto a qualsiasi altro degli ordinari elettori. ‘’Secondo la legge britannica’’, lo Stato profondo inglese non fa sconti. Israele, Trump ed il ‘’neocon’’ Tony Blair volevano la sconfitta di Corbyn; Trump, Bannon e Netanyahu hanno ottenuto una BREXIT di destra, è un po’ come dire ‘’le privatizzazioni selvagge in un paese solo”.

Chi finanzia la fascistizzazione del dissenso? Il giornalista investigativo Wayne Madsen fa un nome: il multimiliardario Robert Mercer. Il discorso di Madsen è politicamente coerente

“I programmi sviluppati da Mercer l’hanno reso miliardario. La Renaissance Technologies di Mercer era un importante investitore della Cambridge Analytica. Robert Mercer e sua figlia Rebekah Mercer furono anche i principali finanziatori del sito di destra filo-Trump Breitbart News. Cambridge Analytica, lavorando a braccetto con Breitbart e l’unità operativa digitale della campagna presidenziale Trump, impegnata in una campagna da guerra psicologica mai vista nella storia degli Stati Uniti, fu preceduta da operazioni di interferenza elettorale praticamente non dichiarate in Europa, America Latina e Asia”

QUI DOCUMENTO:

The Dawn of Psychographic Outcome-based Warfare

 Il legame con il complesso militar-industriale inglese cade sotto gli occhi di tutti, dato che “La società madre di Cambridge AnalyticaSCL Group di Londra, già Strategic Communication Laboratories (SCL), collegata a Ministero della Difesa inglese, MI-6 e dipartimenti della Difesa e dello Stato degli Stati Uniti, fu fondata nel 1993 da un ex-dirigente della società pubblicitaria Saatchi & Saatchi” (Ibidem). Ciononostante, pochi menzionano il rapporto fra Trump, Breitbart e lo Stato profondo israeliano. Continua Madsen: “Nel 2015, gli hacker israeliani di Cambridge Analytica, che lavoravano dall’ufficio di Londra, hackerarono le e-mail dell’ex-candidato presidenziale nigeriano Muhammadu Buhari per scovare informazioni personali imbarazzanti sul candidato musulmano. Ciò avrebbe giovato al presidente in carica Goodluck Jonathan, cristiano che sosteneva stretti legami con Israele”. L’anti-musulmanesimo è il collante ideologico fra neofascismo (Bannon) e neoconservatorismo (Trump, Netanyahu e Johnson), ma la stessa sinistra politicamente corretta, avendo assecondato il neoliberismo economico, mantiene colpe gravissime. Il sentiero oscuro che dall’antisocialismo liberale porta al fascismo.

Il laburista Corbyn non è un rivoluzionario, ciononostante, per il cinico Padronato anglofono, doveva perdere. Il neoliberismo – dall’Alt Right alle sue declinazioni di “sinistra” – non tollera dissidenze interne. Una volta il golpismo richiedeva l’intervento di criminali pro-USA come Pinochet, oggigiorno l’informazione manipolata fascistizza il senso comune, diventando il cane da guardia della Shock economy (Naomi Klein). Il “giornalismo di regime”, contro cui Alexander Cockburn ha scritto le migliori pagine, è l’ultimo baluardo in difesa del tardo-capitalismo (cripto)golpista, oramai decrepito.

Scritto da Redazione

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