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Un fallimento internazionale: la crisi dei rifugiati siriani

“Aumentare significativamente il numero dei posti di ammissione reinsediamento e umanitari per i profughi dalla Siria; Rafforzare la capacità di ricerca e soccorso nel Mediterraneo per identificare imbarcazioni in difficoltà e aiutare le persone a bordo; Assicurare che le persone soccorse siano trattate con dignità e abbiano accesso alle procedure di asilo; Assicurare che le operazioni di respingimento illegali finiscano; Fornire assistenza giuridica per i richiedenti asilo siriani che desiderano recarsi negli Stati membri europei. L’Unione europea, i suoi Stati membri e la comunità internazionale dovrebbero continuare a fornire sostegno ai paesi che ospitano il maggior numero di rifugiati siriani, in particolare Giordania e Libano. E’ quanto chiede Amnesty international all’Ue per far fronte alla drammatica crisi dei profughi siriani”.[widgetkit id=8]

La già preoccupante crisi dei rifugiati siriani rischia di aggravarsi in maniera irreversibile se l’Europa non interviene. E’ quanto sostiene Amnesty International in un report pubblicato oggi sulla crisi dei rifugiati siriani.

Nello spazio di 12 mesi, 1,8 milioni di persone sono fuggite dal conflitto armato in Siria, che ha provocato la morte di almeno 100.000 persone. Entro settembre 2013 è stato raggiunto il terribile traguardo di due milioni di profughi composto da uomini, donne e bambini. Ad oggi il numero di rifugiati registrati si attesta a oltre 2,3 milioni, il 52% dei quali sono bambini. Inoltre , almeno 4,25 milioni di persone sono sfollati all’interno del paese. In totale, più di 6,5 milioni di persone sono state costrette a lasciare le loro case in Siria, quasi un terzo della popolazione del paese. Numeri impressionanti, una escalation di deflusso di rifugiati, tanto spaventosa quanto il genocidio in Ruanda quasi 20 anni fa, che non sembra smuovere, però, l’indifferenza della comunità internazionale difronte alla “grande tragedia di questo secolo, una calamità umanitaria vergognosa, con la sofferenza e lo spostamento senza precedenti di rifugiati nella storia recente”, secondo António Guterres, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati in Siria.

Cinque paesi confinanti Siria – Libano , Giordania, Turchia , Iraq ed Egitto – ospitano il 97 % dei rifugiati. Giordania e Libano rispettivamente il 9 per cento e il 19 per cento della popolazione.

Lo scandalo, però, riguarda l’Europa.

Secondo Salil Shetty, Segretario generale di Amnesty International, “i leader europei dovrebbero vergognarsi per il basso numero di profughi dalla Siria disposti a reinsediare”.

Gli Stati membri hanno offerto di aprire le loro porte soltanto a circa 12.000 tra i rifugiati più vulnerabili dalla Siria: appena lo 0,5 per cento del 2,3 milioni di persone che hanno lasciato il paese.

Una goccia d’acqua in un oceano di disperazione.

La capitale europea più vicina – Nicosia – si trova a soli 200 km da Damasco. Eppure collettivamente, gli Stati membri dell’UE si sono impegnati a reinsediare solo una percentuale molto piccola di rifugiati più vulnerabili della Siria.

 

Le cifre

Solo 10 Stati membri dell’UE hanno offerto il reinsediamento o l’ammissione umanitaria per i profughi dalla Siria .

La Germania è di gran lunga il paese più “generoso” – impegnandosi a prendere 10.000 rifugiati, l’80 per cento del totale degli impegni dell’UE .

Escludendo Germania , i restanti 27 Stati membri dell’UE si sono offerti di prendere complessivamente 2.340 profughi dalla Siria .

La Francia ha offerto ospitalità a 500 siriani, lo 0,02 per cento del numero totale di persone che sono fuggite dalla Siria .

La Spagna ha accettato di prendere solo 30, lo 0,001 per cento dei profughi dalla Siria .

In prossimità dell’inverno, le condizioni per le 2,2 milioni di persone fuggite dalla Siria nei paesi vicini si stanno deteriorando rapidamente.

L’indifferenza europea ed il basso numero di rifugiati disposti a reinserire per ragioni umanitarie, spinge migliaia di persone a tentare il viaggio della speranza verso l’Europa, rischiando la vita e l’incolumità fisica, attraverso carrette del mare o via terra .

Il viaggio in Italia via mare

Centinaia di persone muoiono tentando di attraversare il Mediterraneo ogni anno. Nel mese di ottobre si stima che almeno 650 rifugiati e migranti siano morti a causa dell’affondamento di tre barche nel tentativo di raggiungere l’Europa dal Nord Africa. I primi del mese la tragedia di Lampedusa. Dalle 450 alle 500 persone, tra cui 60 bambini, sono morte l’11 ottobre scorso, in viaggio dalla Libia verso l’Italia. In realtà non è possibile sapere con certezza quanti siano i morti e i sopravvissuti. E forse non si sapranno mai.

 

Fortezza Europa

In due delle porte principali per l’UE, la Bulgaria e la Grecia , i profughi provenienti dalla Siria sono trattati in modo deplorevole. La polizia greca è accusata di maltrattare, spogliare e rapinare i profughi per poi rimandarli di nuovo in Turchia. In Bulgaria sono costretti, invece, a rimanere detenuti per settimane in condizioni precarie.

Il numero di operazioni di respingimenti illegali provenienti dalla Grecia non è nota, tuttavia, Amnesty International ritiene che siano state colpite centinaia di barche

Negli ultimi due anni la Commissione europea ha fornito € 228.000.000 per rafforzare i controlli alle frontiere. In confronto, per lo stesso periodo di tempo, a soli 12 milioni di € stanziati per la Grecia nell’ambito del Fondo europeo per i rifugiati, che sostiene gli sforzi nell’accogliere i rifugiati .

Bulgaria: profughi detenuti

In Bulgaria, tra gennaio e novembre 2013 dalla Siria sono arrivati circa 5.000 rifugiati. La maggior parte sono ospitati in centri di emergenza, il più grande si trova nella città di Harmanli, ma si tratta e effettivamente di un centro di detenzione chiuso.

Amnesty International ha rilevato rifugiati che vivono in condizioni squallide in container, edifici fatiscenti ein tenda, mancano servizi igienici adeguati e c’è un accesso limitato a cibo, coperte e medicine .

Quello che avviene in Bulgaria in altre forme, ma non meno drammatiche avviene in altri paesi d’Europa. Migliaia di persone che rischiano pericolosi viaggi in barca o in terra per cercare di raggiungere l’Europa sono costretti dopo aver raggiungo uno dei paesi UE alla “detenzione in condizioni veramente squallide con cibo insufficiente, poca acqua o cure mediche inadeguate”.

L’Europa deve agire

Amnesty chiede alla Ue di aprire le sue frontiere, fornire un passaggio sicuro e fermare queste violazioni deplorevoli diritti umani.

Soltanto 55.000 profughi siriani ( 2,4 per cento del numero totale di persone che sono fuggite in Siria ) sono riusciti a raggiungere l’Europa e chiedere asilo.

Svezia e Germania sono i due paesi che hanno offerto il massimo aiuto ai richiedenti asilo. Nei due anni alla fine di ottobre 2013, la Svezia ha ricevuto 20.490 nuove domande di asilo siriani e la Germania ha ricevuto 16.100. Meno di 1.000 persone hanno chiesto asilo in Grecia, Italia e Cipro. Dopo la pubblicazione di queste cifre drammatiche sapranno fare di più? 

 

di Francesco Madrigrano

Scritto da Redazione

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