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In guerra c’è chi perde (le popolazioni) e c’è chi ci guadagna (l’industria bellica)

L’attacco in Siria non è ancora avvenuto, ma in Usa si già calcolano le spese per le armi. In un dettagliato articolo pubblicato su defensenews, Marcus Weisgerber stima che l’attacco in Siria costerà agli Usa almeno 600 milioni di dollari in armamenti. 

L’attacco con missili Cruise contro la Siria potrebbe costare al Pentagono centinaia di milioni di dollari in armi, in base a quanto indicano gli esperti e documenti governativi.

Secondo le dichiarazioni statunitensi, l’attacco dovrebbe durare solo pochi giorni. La spesa in armamenti dovrebbe quindi essere simile a quella affrontata nei primi giorni del 2011, durante l’operazione Nato (durata 5 mesi) per rovesciare il leader libico Muammar Gheddafi.

Le prime settimane dell’operazione libica sono costate ai soli USA  600 milioni di dollari. Circa 340 milioni dollari per missili da crociera Tomahawk e Boeing Joint Direct Attack, secondo un rapporto del Congressional Research Service.

I missili Tomahawk (T – LAM ) costano circa 1,4 milioni di dollari ciascuno, secondo i documenti di bilancio del governo statunitense.

Ma a differenza della missione libica, non si è ancora discusso della creazione di una no fly zona sulla Siria, una eventualità che comporterebbe un aumento notevole dei costi.

La US Navy ha quattro cacciatorpedinieri nel Mar Mediterraneo orientale, ognuno con un carico fino a 96  missili, anche se gli esperti dicono che queste navi sono raramente caricate con una serie completa di questo tipo di armi.

Nel Mediterraneo dovrebbero esserci anche sottomarini armati di missili, anche se gli Stati Uniti non hanno voluto confermare la loro presenza. Diversi sottomarini, tra cui uno SSGN sub con una capacità di 154 missili, hanno preso parte alla campagna libica. Uno di questi, il sottomarino “Florida” , ha lanciato nel solo mese di marzo 2011 ben 99 missili Tomahawk contro obiettivi in Libia. Almeno un sommergibile britannico ha lanciato missili contro obiettivi libici.

La stima dei costi riguarda anche i sistemi di controllo aereo, ad esempio E -3 AWACS Airborne Warning e Control System and E-8 JSTARS Joint Surveillance Target Attack Radar System, che probabilmente supporteranno qualsiasi tipo di attacco alla Siria. Durante i primi 10 giorni di attacco in Libia, gli Usa hanno speso circa 1,6 milioni dollari per questo tipo di missioni.

Inoltre i costi riguarderanno anche le operazioni di rifornimento aereo. In Libia le “cisterne volanti” dell’US Air Force hanno volato per più di 800 ore, per un costo di 9,3 milioni di dollari.

di Francesco Madrigrano

Scritto da Redazione

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