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Inciuciopoli

 

La formazione di mega-maggioranze centriste costituisce una costante della politica italiana. E questo curioso fenomeno si accompagna all’assenza di una cultura dell’alternanza. In principio ci fu Cavour, che dopo aver rottamato il povero Massimo D’Azeglio, architettò il famoso “connubio” con la cosiddetta sinistra di Rattazzi. Camillo Benso fu dunque il padre della Patria e dell’Inciucio.

Poi vennero gli anni di Depretis, nei quali i governi della “sinistra storica” si presentavano in realtà come grandi ammucchiate eterogenee. Del resto fu proprio Depretis a coniare il vocabolo “trasformismo”: egli accoglieva a braccia aperte tutti i voltagabbana di destra disposti a “trasformarsi” per governare allegramente insieme a lui.

Più tardi ci fu la meravigliosa “era giolittiana”, nella quale il nostro “ministro della malavita” poté giovarsi dell’appoggio esterno dei socialisti dell’amico Turati. Del resto, Giovanni aveva letto il Capitale con molto profitto (con più profitto di Bertinotti). Ma la “coppia di fatto” Giolitti-Turati si scoppia quando il compagno Benito Mussolini riesce a spingere il PSI verso posizioni massimaliste. No, non è uno strano caso di omonimia: si tratta dello stesso Benito che diventerà qualche anno dopo l’idolatrato Duce del Fascismo! Ma anche i primi due governi Mussolini (1922 e 1924) furono governi di “larghe intese”.

È assolutamente vero che Mussolini fece tutto il possibile per assimilare i vecchi compagni socialisti, almeno fino all’omicidio Matteotti. Poi, i treni cominciarono ad arrivare in orario e non se ne parlò più. Infine, c’è la storia d’amore tra il PCI e la DC: i due partiti si sono comportati a lungo come due fidanzatini che fanno il classico tiremmolla. In realtà, la DC era meno innamorata, e in amore chi meno ama è più forte, si sa.

Di tutto quello che è avvenuto dopo (Drive In, la nipote di Mubarak e tutto il resto) parleremo più seriamente tra cent’anni. Abbiate pietà!

 

di Andrea Leccese*

 

*Autore diInciucio forever. La costante del trasformismo della politica italiana(Armando, 2014)

Scritto da Redazione

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