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Giustizialisti con i giustiziati, garantisti con i garantiti

La maledizione di questi 20 anni è aver fatto diventare ogni concetto generale ed astratto una categoria ad personam. La Legge, la Destra, un Partito, un Principio. Pensate agli aggettivi garantista e giustizialista, macrocategorie di un manicheismo tutto all’italiana. Per anni questi aggettivi hanno indicato la posizione rispetto a Silvio Berlusconi, ignorando la tradizione garantista della sinistra italiana e le punte di giustizialismo della destra italiana: sei garantista se sei con Berlusconi, giustizialista se sei contro. Un relativismo dilagante, utile nella vita di tutti i giorni, disastroso nell’approccio con la tradizione e i principi fondamentali della nostra democrazia.

L’idea che tutto sia flessibile, malleabile, anche le regole più dure, quelle fondamentali, l’art.138. Tutto si può cambiare per il bene di pochi e spacciarlo con un’accurata operazione di marketing come il bene di tutti. In un Paese in cui l’80% degli Italiani paga sulla propria abitazione al massimo 500 euro di Imu (cifra irrisoria rispetto alle odierne tasse sul lavoro), aver fatto credere agli Italiani che la patrimoniale è il “Male” è il capolavoro  comunicativo di questa stagione politica. La parola “sùbito”, parola chiave della propaganda berlusconiana, ci ha fatto perdere di vista i reali problemi di questo Paese. I 500 euro di IMU sono risparmiabili SUBITO e quindi permettono di fruire subito del “voto di scambio”, la riduzione delle tasse sul lavoro creerebbe invece degli effetti concreti e decisivi nel medio periodo, ma passato il medio periodo chi ha fatto quella riforma forse non governerà più, quindi che interesse ha a rifomare un settore senza prendersi direttamente meriti e voti di scambio?. Ma lo spettacolo non si è fermato all’ex-Cavaliere, è andato avanti.

Si è oltrepassato l’uomo Berlusconi, perchè come sempre succede, c’è sempre qualcosa che supera in gravità un uomo politico e di solito finisce in -ismo. Ecco il Berlusconismo è andato oltre Berlusconi. La mentalità ad personam, l’idea di amministrare la res publica per il bene di pochi intimi ha invaso i palazzi e ha pervaso l’essenza dei concetti di giustizialismo e garantismo.

Oggi esiste una regola aurea, che sembra rispettarsi ad ogni latitudine istituzionale: giustizialisti con i “giustiziati” dalla Società, i poveri e i senza lavoro, e garantisti con i “garantiti” dalla Società, elite e politici. Fulgido esempio il caso Cancellieri-Ligresti. Un’umanità, come l’ha definita la stessa Cancellieri, ad personam, che difende un rapporto personale fra le due famiglie. Il grande paradosso sembra compiersi e prende sempre più le sembianze di un orrendo mostro. Negli anni in cui la UE ci segnala ripetutamente la condizione terribile delle nostre carceri, anche l’umanità diventa un concetto relativo, una “medicina” per poter curare poche persone e di una certificata provenienza. Siamo giunti all’umanità relativa, ai carcerati di serie A e di serie B. Anche la pietà assume contorni oligarchici.

Ed in questo relativismo dilagante, in un’etica a cui ogni uomo conferisce un’autonoma misura, il PD tace. Tace sulla Cancellieri, ma in realtà tace sui Ligresti. Si perchè ci sono poteri in Italia che hanno la possibilità di scegliere e influenzare nonostante il Porcellum.

In democrazia il Governo e il Parlamento rispondono al Popolo sovrano. Ai tempi del porcellum, invece, il Governo e il Parlamento rispondono, si ma solo al telefono. La Democrazia senza potere di preferenza, senza scelta, è per pochi. E in una democrazia scelta da pochi anche l’umanità diventa un concetto relativo. E la cosa non mi fa dormire sereno.

 di Antonio Sicilia

Scritto da Redazione

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