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Cittadinanza negata, la storia paradossale di un giovane palestinese

Saad Tarazi, giovane trentatreenne di origine palestinese che da nove vive in Italia, ha scritto a Scenari globali per raccontare la sua storia. Quattro anni fa ha chiesto la cittadinanza italiana, ma ad oggi non ha avuto ancora tale riconoscimento. 

 

Il problema è che nel frattempo non può lasciare il nostro Paese, col rischio di perdere un’importante opportunità di lavoro da un lato, (in Svizzera c’è un’importante azienda orafa disposta ad assumerlo), e la sventura, dall’altro, di non poter incontrare i suoi genitori che vivono in Australia e che non vede da 10 anni. Alla base del ritardo, o del diniego, c’è il fatto che si trova in Italia come rifugiato politico.

Il testo della lettera:

 Mi rivolgo a voi per portarvi a conoscenza di una situazione che mi riguarda personalmente ma che, secondo me, ha una valenza di interesse generale. Sono palestinese di religione cristiana (Chiesa Greco-Ortodossa) costretto a lasciare Gaza per le ragioni che si possono intuire. Sono arrivato in Italia il 30 dicembre 2004 ed ho ottenuto un permesso di soggiorno per motivi di studio. Dal mio arrivo in Italia, ho conseguito una laurea in Scienze e Tecnologie Orafe presso l’Università Milano Bicocca e dopo ho frequentato il Master in Ingegneria nel settore orafo presso il Politecnico di Torino, sede di Alessandria.

Durante tutti questi anni ho pagato le tasse universitarie, mantenendomi grazie a un lavoro part-time presso la Fondazione “la Vincenziana”, dove svolgo servizi di guardiano notturno. Il 15 ottobre 2008 ho presentato domanda per asilo politico ed il 6 novembre 2008 ho ottenuto lo Status di rifugiato politico.

Successivamente, ho presentato domanda per ottenere la cittadinanza italiana il 9 settembre 2010, presso la Prefettura di Milano. A un anno dalla domanda, ho ricevuto comunicazione dalla Prefettura da cui si deduce che per concedere la cittadinanza si tiene conto non da quanti anni sono in Italia (dal 2004) ma della data in cui ho ricevuto lo Status di rifugiato politico, nel mio caso il 6 Novembre 2008, e solamente da tale data partono i cinque anni dopo i quali viene concessa la cittadinanza.

Successivamente ho fatto ricorso al TAR , e ho vinto. Qualche giorno dopo il gi 26/04/2012 il mio avvocato ha inviato tutti i documenti alla prefettura di Milano, ad oggi non ho ricevuto nessuna risposta.

Il motivo principale per il quale mi permetto di sollecitare che mi venga concessa la cittadinanza italiana nel più breve tempo possibile è che mi è stato offerto di lavorare presso una importante azienda orafa nel Canton Ticino, Svizzera, ma purtroppo lo Status di rifugiato politico è incompatibile con la normativa dell’Ufficio svizzero di Immigrazione, mentre se avessi la cittadinanza italiana, potrei lavorare come “frontaliero”, senza neppure togliere la possibilità di impiego ad alcuno in Italia.

La mia famiglia Vivi in Australia anche loro sono rifugiati, ho chiesto il visto al ambasciata australiana per andare a vedere la mia famiglia però loro hanno rifiutato il visto per motivo che io sono rifugiato in Italia Sono molto amareggiato e mi domando come non sia possibile trovare un rimedio che consentirebbe, a me, di risolvere una questione vitale, alla società svizzera di trovare il collaboratore tecnico che da tempo cercava e allo Stato italiano di applicare le imposte sulle mio reddito in quanto residente in Italia.

Sono convinto che se fossi un calciatore o un personaggio famoso o se solo avessi presentato la richiesta di asilo politico subito dopo il mio ingresso in Italia, non avrei incontrato così tanti ostacoli e oggi sarei cittadino italiano già da tempo.

Mi sembra che si tratti di un vero cavillo burocratico e chiedo perciò alle istituzioni italiane di essere considerato alla pari di tutti gli altri stranieri che, nelle mie stesse condizioni, sono fuggiti dal proprio paese e hanno avuto qui in Italia la possibilità di ricostruirsi una vita e un futuro”.

Cordiali Saluti

Dr. Saad Tarazi

Via Botticelli 14,

20851 Lissone – Italy

E-mail: saadtarazi@gmail.com

Scritto da Redazione

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