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Sciogliere Alba Dorata? Sono in molti ormai a chiederlo

L’omicidio del giovane rapper giorni fa ad Atene ha posto con maggiore forza il tema della compatibilità di una forza politica come Alba Dorata con la democrazia in Grecia.                                                     

Non è più soltanto una questione di ideologie nefaste, che pure meriterebbe una riflessione approfondita, anche da parte degli altri paesi europei e della stessa Ue, ma un problema di criminalità a sfondo politico che sta aggravando la situazione già precaria di un paese stremato dalla crisi e dalle misure di austerità.

Alba dorata ha attualmente 18 deputati in parlamento e, secondo i sondaggi, è l’unica forza politica che guadagna consensi tra gli elettori: attualmente sarebbe al 15 per cento dei consensi.

Alla base del successo di questa formazione politica c’è indubbiamente la crisi economica che ha messo in ginocchio il paese e la parallela sfiducia degli elettori nei partiti tradizionali. In questo contesto temi come la chiusura delle frontiere e l’espulsione degli immigrati dal paese fanno molta presa presso le fasce deboli della società, dove più forte è la disoccupazione ed il conseguente disagio sociale.

Molti deputati e forze politiche hanno chiesto intanto lo scioglimento di Alba dorata per la sua matrice neonazista e violenta. Una soluzione che il governo Samaras aveva già discusso al suo interno qualche mese fa, ma che poi era stata accantonata per timore di aggravare il clima di violenza e di tensione nel paese.

C’è anche chi, come il leader del Pasok Evangelos Venizelos, anziché riflettere seriamente sul pericolo neonazista nel suo paese, scarica la responsabilità del clima di violenza sull’opposizione di sinistra, su Syriza in particolare, perché, a suo dire, guadagnerebbe consensi dalla “strategia della tensione”.

Dal canto suo la destra di governo non è immune da responsabilità in questa vicenda, avendo finora tollerato il comportamento omissivo della magistratura e la connivenza di settori della polizia con i neonazisti. Ciò sia perché molti consiglieri di Samaras provengono proprio dall’area ultranazionalista contigua “culturalmente” ad Alba dorata, sia perché c’è la convinzione di poter lucrare consensi assecondando le stesse spinte sociali che sono alla base del successo dei neonazisti.

L’omicidio di Pavlov Fyssas, però, ha smosso un po’ le acque e il governo ha finalmente aperto un dossier su Alba Dorata. Non solo. Atene sarebbe pronta a varare un disegno di legge che porterebbe i partiti come Alba Dorata ad essere etichettati come “gruppi terroristici”.

Intanto il ministro dell’Ordine pubblico greco ha già trasmesso al procuratore generale un documento contenente i trenta nomi dei militanti più pericolosi di Alba Dorata. 

C’è da chiedersi, tuttavia, se il governo Samaras attraverso una legge restrittiva come quella annunciata voglia colpire soltanto i neonazisti ovvero voglia approfittare della situazione per regolare i conti anche con la sinistra più radicale.

Una cosa è certa: per quanto riguarda Alba Dorata la misura è colma e un intervento risolutivo non è più procrastinabile.

di Redazione

 

Scritto da Redazione

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