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Congresso delle Famiglie. Chi ci ha messo i soldi?

di Stefano Zecchinelli

Stefano Zecchinelli

Il Congresso Mondiale delle Famiglie ha ricevuto finanziamenti dalla lobby evangelica delle armi ‘’yankee’’, serbatoio ideologico – oltre che di risorse finanziarie – dell’Alt Right. Le associazioni nord-americane impegnate in questo giro di denaro sono la Alliance Defending Freedom (ADF) e l’American Center for Law and Justice che, dal 2008 al 2017, hanno versato circa 20 milioni di dollari alle fazioni più retrograde del cattolicesimo integralista europeo.

Fra gli aderenti alla Alliance Defending Freedom troviamo anche Elizabeth Dee “Betsy” Prince famosa per la sua crociata neoliberista favorevole alle scuole private soprattutto d’orientamento religioso. La signora ‘’DeVos’’, segretario all’Istruzione di Donald Trump, non è il solo personaggio di potere ad aver contribuito alla guerra evangelica contro Stato sociale e diritti civili. La ADF gode dei finanziamenti di Erik Prince padrone dei Blackwater, il più cinico esercito di mercenari al servizio delle potenze neocoloniali. Furono queste agenzie private, legate alle monarchie del golfo, ad avviare l’aggressione imperialista alla Libia popolare del Colonnello Gheddafi. Questi dati – storico-giornalistici – dovrebbero servire agli sprovveduti i quali credono di separare la ‘’destra alternativa’’ dall’interventismo dello Stato Profondo senza cogliere la continuità nella gestione del potere puritano.

Da dove arriva il fiume di denaro che finanzia il Congresso delle Famiglie (e l’ultradestra bigotta europea)

L’estrema destra evangelica s’è rivolta alle fazioni meglio fornite: gli oscurantisti della Billy Graham Evangelistic Association. Se Franklin Graham è uno sciocco il quale ritiene che dietro il matrimonio omosessuale si nasconda il demonio, il padre Billy è stato uno degli ideologi del cristiano-sionismo. Che cos’è il cristiano sionismo? Cito alcuni stralci d’un celebre articolo, datato 2002, di Marco D’Eramo (sottolineatura mia):

“I sentimenti anti-islamici dilagano nelle sette cristiane. Secondo i gruppi cristiani ultraconservatori, il vero nemico non è il terrorismo ma l’intera religione musulmana. Riferendosi all’università della Norht Carolina, il reverendo Bill O’Reilly ha detto in tv che assegnare questa lettura dopo l’11 settembre è come se nel 1941 avesse imposto di leggere Mein Kampf di Adolf Hitler.

Ma il caso più emblematico della svolta evangelica è quella del reverendo Franklin Graham, figlio, successore ed erede della Billy Graham Evangelical Association, che conta decine di milioni di fedeli e che è stata fondata dal suo padre Billy, appunto. Billy era diventato predicatore nel periodo a ridosso del famoso «processo delle scimmie» del 1925 in cui un insegnante di liceo di biologia fu accusato nel Tennessee d’insegnare illegalmente la teoria darwiniana delle specie e non quella creazionista fedele alla Bibbia. Ne seguì un discredito tale per gli evangelici negli Stati uniti che tutta l’azione di Billy Grahm – ha scritto il Washington Post – fu tesa a cancellare quest’immagine negativa. Graham divenne l’ambasciatore degli evangelici presso la maggioranza conformista, l’uomo della conciliazione. Antitetica la posizione del figlio Franklin, fiorito nell’era reaganiana, quando la destra cristiana era non solo potente ma anche arrogante.

Nel gennaio 2001 Franklin tenne la predica all’inaugurazione della presidenza Bush. Oggi alla convention di suoi fedeli, cui accorrono più di 80.000 persone, dice che quella musulmana è una «religione del male» e ribadisce questo concetto più e più volte nel capitolo dedicato all’Islam del suo ultimo libro The Name.

La corrente anti-islamica è diventata fervente sionista, ribaltando un odio secolare, tra i fondamentalisti, che vedeva negli ebrei gli assassini di Cristo di Nazareth. Tanto che oggi si parla di «cristiani sionisti», termine che un tempo sarebbe sembrato un ossimoro”

I due predicatori evangelici, Billy e Franklin Graham, hanno tessuto l’alleanza fra l’amministrazione Trump e l’estrema destra israeliana oltre ad aver appoggiato entusiasticamente, nel 2003, l’aggressione imperialista all’Iraq. La ‘’sinistra’’ politicamente corretta ha sostenuto una critica di costume ai fondamentalisti di Verona senza analizzare il rapporto intercorrente fra il cristiano-fascismo e l’imperialismo americano-sionista. Proprio di recente, il quotidiano israeliano Haaretz, ha denunciato lo sproloquio del rabbino Yehoshua Shapira, leader del ‘’sionismo religioso’’, il quale ha affermato ad un evento della destra radicale ebraica come “Israele sarebbe stato sopraffatto dalla “Malattia LGBT che sta trasformando il Paese nella nazione dell’omosessualità”

Israele, l’omofobia del rabbino Shapira: “Stiamo diventando il LGBTistan”

Se il fronte LGBT è (almeno in parte) manipolato dalle fazioni liberali dell’imperialismo USA, l’Alt Right ed il ‘’sionismo religioso’’ stanno promuovendo la neo-omofobia dell’ultra-destra clericale. Ancora una volta non esiste un male minore, entrambe le scelte sono peggiori.

Dopo la prima guerra mondiale la società ha sancito la sostituzione del matrimonio combinato con quello d’amore ed una relativa accettazione dell’omosessualità. Oggigiorno l’omosessualità è accettata da una parte importante delle tre religioni monoteiste – cristianesimo post-conciliare; musulmanesimo sciita; ebraismo riformato – e dai movimenti politici marxisti, socialdemocratici e progressisti. Ciononostante, le persone transessuali continuano ad essere discriminate, non solo dai fondamentalisti cattolici, ma anche dai (falsi)radicali. Tutto questo è inaccettabile.  Uno studio del giornalista Thierry Meyssan ci aiuta ad inquadrare il problema: ‘’Le femministe, che un tempo hanno combattuto per liberare le donne, spesso oggi si accaniscono per rinchiuderle di nuovo, ma in ruoli maschili. Esse affermano che entrambi i sessi, pur essendo diversi tra loro, sono assolutamente identici e negano l’esistenza di persone inter-sessuali (in un caso su 700, le persone con genitali femminili non sono portatrici di cromosomi XX ma XXY, in un caso su 20.000, sono portatrici di cromosomi XY tuttavia reputati maschili). È questa visione del mondo che viene incarnata negli Stati Uniti dall’avvocato femminista Hillary Clinton, divenuta Segretaria di stato e grande organizzatrice delle «primavere arabe»’’ . Il discorso non cambia; la ‘’destra alternativa’’ organizza convegni omofobi coi finanziamenti di Erik Prince, collaboratore del clan Clinton ed architetto della distruzione della Libia popolare (Stato delle masse, utilizzando il linguaggio di Gheddafi), la nazione araba maggiormente progredita in termini di diritti civili e Stato sociale. Lo stesso Prince vorrebbe sguinzagliare i suoi mercenari contro la Repubblica Islamica dell’Iran; la posta in gioco non si ferma alla (sacrosanta) indipendenza nazionale, ma coinvolge direttamente l’esercizio delle libertà personali. Teheran detiene il record di operazioni per il cambio di sesso; lo Stato iraniano paga (cosa impensabile negli USA) metà delle spese per le transessuali maggiormente bisognose ed i teologi sciiti (differenziandosi profondamente dai rabbini sionisti) non si oppongono alle operazioni chirurgiche. 

Il Convegno Mondiale delle Famiglie, sponsorizzato dalla lobby evangelica delle armi e dai coloni israeliani, è uno dei segnali inequivocabili della decomposizione capitalista occidentale. Indignarsi per il cristiano-fascismo di Verona e fare spallucce dinnanzi alla destabilizzazione della Siria panaraba, l’unica nazione pluralista e sovrana del Medio Oriente, non ci aiuta a rileggere criticamente la storia politica, quanto meno, dal 2001 ad oggi.

Scritto da Redazione

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