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Sii protagonista del cambiamento.

Messina – Antonio Saitta è il candidato del centrosinistra

Si è conclusa la telenovela della scelta del candidato del centrosinistra. Sarà l’ex pro rettore alla Legalità. Non escluso un ticket con la Timbro. Alessandro Russo si dimette da vice segretario PD . Palano Quero riflette.
Articolo di Domenico Bertè


Alla fine il tavolo composito del centrosinistra ha deciso. E’ Antonio Saitta il candidato della coalizione. Sono servite una lunga serie di riunioni, all’interno del PD, e con gli alleati, per sciogliere le riserve sul nome che comunque è stato sempre il favorito. Alla stretta finale erano rimasti solo Francesco Palano Quero e Giovanni Lazzari. Non è escluso un ticket con la Timbro (LEU) ma Liberi e Uguali deve passare domani, a sua volta da una direzione.

La scelta di Saitta, ha avuto come reazione le dimissioni di Alessandro Russo, renziano della prima ora e vicino a Palano Quero, dalla carica di vicesegretario provinciale del PD “in maniera irrevocabile a decorrere dalla giornata odierna. Le ultime vicende politiche riguardanti la città di Messina, purtroppo, mi confermano l’impraticabilità politica del dibattito all’interno del partito: è tempo che ne prenda atto”.

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Uomini & Business – Beppe Facchetti: fare un nuovo PD

Lo spazio politico c’è, è quello europeo. Il vecchio Pd è insufficiente. Puntare su Renzi.

IL PD E IL GUSTO DELLA MINORANZA, CON GRANDI SPAZI (EUROPEI) DA OCCUPARE

L’errore è stato quello di parlare di “opposizione”, quando non esisteva, e in verità ancora non esiste, un qualcosa di preciso cui opporsi. Più correttamente, il PD avrebbe dovuto parlare di ruolo di minoranza, quella che – in mancanza di una capacità di far coalizione, dopo aver fatto una sciagurata legge elettorale basata sulle coalizioni – hanno voluto i milioni di italiani che gli hanno negato il voto. Gli altri, quel 18/19% che lo ha votato, tutto hanno pensato fuorché l’opposizione.
E’ gente che anzi ha apprezzato le 100 riforme realizzate o impostate in pochi anni, quasi un record, (smantellarle non sarà facile e costerà molto, sicuramente troppo) e hanno ritenuto Renzi ancora il miglior leader possibile. Magari antipatico, un po’ troppo bullo di Rignano, certo, ma ragioni non razionalmente sufficienti a preferirgli bulli impomatati di Pomigliano o bauscia milanesi. E che non fossero elettori del tutto sprovveduti o adoranti, lo dimostra la fatica che si fa oggi per trovare nel PD, o fuori, un leader del riformismo di sinistra. Martina? il prodotto del laboratorio PCI, giovane ma che ha già avuto il tempo di essere gregario di Bersani, Veltroni, persino di Franceschini e dello stesso Renzi (in genere le segreterie cadono tutte insieme; l’unica  a dannare il segretario e salvare il vice fu quella di Occhetto, con vice D’Alema, non un bel precedente…).

Elettori insomma che hanno in testa un progetto ma, nell’Italia rancorosa di oggi, pensano anche che essere minoranza può persino essere motivo di vanto, se la maggioranza ha come riferimenti – a seconda dei gusti – un Pantheon di contemporanei che va da Trump, il caso migliore figuriamoci, a Orban, dalla Le Pen a Farage. Per non dire del vero riferimento che tanti hanno pericolosamente in mente, nel nostro Paese, quel Putin che non ha bisogno di tante consultazioni quirinalizie per comandare. Uno che i problemi dell’opposizione li risolve prima del voto, con un po’ di galera a chi non è d’accordo, uno con la memoria lunga, non come quei buonisti che abbiamo in Italia, uno che i nemici li riconosce e li gasa anche nelle pizzerie inglesi. Un buon amico del dittatore siriano, uno che riesce a dialogare con un Erdogan nel bene come nel male, accomunato da una certa istintiva diffidenza guarda caso verso le minoranze, ancorchè nazionali.

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HuffPost – “Il Pd si allei con Macron o lui guarderà a M5S”. Intervista a Sandro Gozi.

Il sottosegretario agli Affari europei: “Andare oltre il Pd, ok opposizione ma costruiamo da ora l’alternativa: Richetti ne parli già sabato…”
Articolo di Angela Mauro


“Bisogna andare oltre il Pd e costruire da subito un’alleanza progressista ed europeista con En Marche, portandosi anche gran parte del Pse. Il Pd ne deve parlare già ora all’assemblea nazionale di aprile. Ora Macron guarda soprattutto al dialogo con il Pd, ma se il Pd sta fermo, si guarda l’ombelico e si limita a fare interviste sui capicorrente, nessuno può impedire a En Marche di guardare altrove…”.

Vale a dire al M5s, uscito dal voto del 4 marzo come primo partito in Italia. Sandro Gozi, sottosegretario agli Affari europei del governo Gentiloni ancora in carica per gli affari correnti, esponente Dem non eletto alle ultime politiche, sprona il Pd a restare all’opposizione e costruire da ora l’alleanza per le europee del 2019. Anche perché “se non si forma un governo, il 2019 potrebbe essere anche l’anno del ritorno al voto per le politiche…”, non nasconde Gozi, prodiano della cerchia dell’ex segretario Matteo Renzi.

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Grazie per aver condiviso la nostra scelta

Carissime, carissimi,

oltre 400 adesioni in pochi giorni costituiscono un risultato che carica di responsabilità.
Grazie per aver condiviso la scelta di un rilancio dell’azione civile, culturale e politica di Sinistra Liberale.

L’iniziativa organizzata a Roma lo scorso 25 marzo è stata coronata oltre le nostre più rosee aspettative  da un successo di presenze e di qualità degli interventi e del dibattito, non omologato, ed anzi ricco di suggestioni articolate,  che ci indicano la strada da percorrere.

Ringrazio qui tutti coloro che sono intervenuti al dibattito.
Rinvio al sito per l’ascolto integrale dell’evento.

Il ricordo di Paolo Colla, commosso, partecipe, ma anche ancorato al presente, che ha tracciato Alessandro Pilotti, ha dato modo a ciascuno di noi di acquisire consapevolezza del ruolo che possiamo svolgere per dare un profilo europeo e modernamente liberale al riformismo italiano, che rischia più che mai di avvitarsi in una spirale identitaria o, al contrario, dispersivamente iconoclasta.

Nelle prossime settimane decideremo, insieme, le modalità più efficaci di impegno comune e diffuso, che si caratterizzerà’ per l’attenzione ai contenuti ed alle proposte, e non a schermaglie frutto di un tatticismo sterile che non ci appartiene per cultura e formazione.

Intanto, oltre ad un grazie sentito a ciascuna e ciascuno, Vi chiedo di seguire le pagine del sito e degli altri luoghi in cui SL è presente (Facebook, Instagram, Twitter, YouTube), intervenendo con commenti, proposte, suggestioni.

Al riguardo un grazie sentito a Giulio Schiavo, web manager che, col suo supporto e le sue intuizioni, ha consentito di massimizzare l’efficacia e l’efficienza della nostra rete.

Un saluto,
Gianfranco Passalacqua

Gianfranco Passalacqua sul confronto con i 5 Stelle

Il confronto coi 5 Stelle, intesi come movimento politico, postula una condizione pregiudiziale e non trattabile. L’abbandono da parte loro, ed in primis dei loro massimi esponenti, di un pericoloso e totalitario spirito settario. I buoni contro i cattivi. Gli onesti contro i delinquenti.

È una deriva troppo spesso praticata in Italia, che ha condotto ad esperienze ed esperimenti non qualificanti. So che nei vertici dei 5S ci sono persone di qualità, aperte e capaci di dialogo. Vengano allo scoperto, ma non tatticamente per racimolare qualche voto parlamentare, peraltro risultando poco credibili, ma per riconoscere finalmente la nobiltà della Politica, la assoluta nocività di un manicheismo che finisce per premiare i peggiori.

L’ostilità alla democrazia rappresentativa ed alla politica quale strumento di composizione oggi si rivela un boomerang, nel momento in cui serve trovare il bandolo di una matassa cui sono legati i destini di un paese.

A parte le fumisterie sul reddito di cittadinanza, è necessario sapere quali sono i programmi su Fisco, Europa, sicurezza, welfare, politica estera, pubblica amministrazione, ambiente, sviluppo economico, giustizia. L’Italia civile non si costruisce additando nemici, ma costruendo dialogo.

Gianfranco Passalacqua

UE: En Marche !, nessun contatto con M5S, valori incompatibili

Bruxelles, 29 mar. –L’Europe en Marche, associazione affiliata a La Republique En Marche, non ha in alcun modo avviato discussioni con il Movimento 5 Stelle per formare una qualsiasi alleanza a livello europeo”.
È quanto si legge in un comunicato firmato da Marianne Escurat, a nome dell’ufficio esecutivo dell’Europe en Marche. “I valori progressisti d’apertura e di umanesimo che sono la colonna vertebrale de l’Europe en Marche non sono compatibili con le posizioni demagogiche e populiste, e apertamente euroscettiche, del Movimento 5 Stelle”, dice il comunicato.
La presa di posizione della componente europea del movimento fondato dal presidente francese Emmanuel Macron, arriva dopo le notizie di stampa pubblicate in Italia tra ieri e oggi che riferivano di una “svolta macroniana” di Luigi di Maio e di “segnali” da parte di ambienti vicini all’inquilino dell’Eliseo nei confronti del Movimento Cinque Stelle per iniziative politiche comuni in Europa.

Roma, 29 mar. – “Sono soddisfatto che En Marche !, come avevo detto, neghi qualsiasi dialogo con il Movimento 5 Stelle”. Così il sottosegretario alle Politiche europee Sandro Gozi commenta il comunicato di En Marche ! che smentisce ufficialmente qualsiasi dialogo con i pentastellati.

(Fonte AGI)

Per chi si fosse perso il convegno del 25 marzo, il video integrale

Grazie a Radio Radicale che ha ripreso e trasmesso in diretta l’evento.

Link al video: https://www.radioradicale.it/scheda/536452/democratici-e-liberali-per-un-nuovo-riformismo-europeo-nella-stagione-della


Sono intervenuti: Gianfranco Passalacqua (coordinatore Nazionale di Sinistra Liberale), Alessandro Pilotti (membro di Sinistra Liberale), Christophe Castaner (secrétaire d’État auprès du Premier ministre, chargé des Relations avec le Parlement (France)), Sandro Gozi (sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega agli Affari Europei, Partito Democratico), Giuseppe Facchetti (membro dei Liberal PD), Tobia Zevi, Valentina Grippo (consigliere della Regione Lazio, Partito Democratico), David Bogi (segretario generale dei Liberal PD), Gianpaolo Galli (economista), Eugenio Patanè (consigliere della Regione Lazio, Partito Democratico), Filippo Di Robilant (analista di politica internazionale), Simona Clivia Zucchett (responsabile Diritti Civili dei Liberal PD), Leonardo Dini (membro del Dipartimento Esteri, Partito Democratico), Tommaso Currò, Gianmarco Brenelli (avvocato penalista), Franco Oriti, Carlo Cotticelli (tesoriere di Roma, Partito Democratico), Alberto D’Alessandro (membro dell’Ufficio di Presidenza del CIME (Consiglio Italiano del Movimento Europeo)), Tommaso Migliaccio (coordinatore dei Liberal PD dell’Emilia Romagna), Fabio Galluccio, Damiani, Lucia Pinsone, Paolo Di Cesare.

Tra gli argomenti discussi: Amazon, Antieuropeismo, Berlusconi, Bosnia, Canada, Carcere, Censis, Centro, Commercio, Consiglio D’europa, Curdi, Dayton, Dc, Democrazia, Destra, Di Maio, Dirigenti, Diritti Civili, Diritti Sociali, Diritti Umani, Discriminazione, Elezioni, Enti Locali, Erdogan, Europa, Francia, Gentiloni, Germania, Giovani, Gioventu’ Liberale, Giustizia, Governo, Gozi, Guerra, Hayek, Italia, Jugoslavia, Laicita’, Lavoro, Lega Nord, Legge Elettorale, Liberalismo, Macron, Manconi, Merkel, Mises, Movimento 5 Stelle, Nazionalismo, Obama, Onu, Panebianco, Partiti, Partito Democratico, Pli, Politica, Politiche 2018, Polonia, Proporzionale, Razzismo, Religione, Riforme, Salvini, Sarajevo, Sicurezza, Sinistra, Sinistra Liberale, Siria, Societa’, Storia, Sud, Sviluppo, Tecnologia, Territorio, Totalitarismo, Trump, Turchia, Unar, Ungheria, Unione Europea, Usa, Violenza, Xi Jinping.

Elezioni: n.1 En Marche riceve Gozi, “col Pd legame morale”

PARIGI, 27 MAR – Esprimendosi dal quartier generale di En Marche! a Parigi, Gozi ha affermato che in questa fase “l’impegno europeo del Pd è ancora più fondamentale“, anche perché – ha puntualizzato – in Italia si sta “disegnando una potenziale maggioranza fondamentalmente anti-Ue, lepenista, qualunquista:

Credo che sia sulla questione europea che si debba organizzare un’opposizione ferma, ma non cieca, rispetto a una maggioranza tra lepenisti e 5 Stelle.

Da parte sua, Castaner ha ribadito la volontà di En Marche! di unire l’insieme dei “progressisti” in vista del rinnovo dell’Europarlamento nel 2019.

Un’ambizione di scala continentale che il Movimento fondato da Macron continua a voler realizzare insieme al Pd. Parole in linea con quelle di Gozi.

Questo dialogo con una forza eminentemente pro-europea che condivide la nostra stessa ambizione di rifondare l’Europa deve continuare ed è il motivo per cui oggi sono qui a Parigi da Castaner.

Così ha commentato il segretario di Stato uscente, per cui ora la priorità è costruire una “alternativa” al “populismo e all’estremismo” in Italia e in Europa.

Un obiettivo che a suo avviso va messo in cima all’agenda dei Dem.

Repubblica – Pd, mediazione di Martina: Delrio e Marcucci capigruppo di Camera e Senato

Gianfranco Passalacqua

“Marcucci e Del Rio scelte giuste”

“Due figure di alto profilo, caratterizzate da propensione all’ascolto e al dialogo, esperte e dotate di equilibrio.”

“Particolare compiacimento personale ed umano per la scelta di Andrea Marcucci, un liberale sincero, un democratico maturo, un uomo delle istituzioni con una non comune capacità di leggere la realtà italiana. Il mio compiacimento è quello di tutta Sinistra Liberale, che ha sempre avuto in Andrea Marcucci un sodale, un amico, un punto di riferimento.”

Così ha dichiarato Gianfranco Passalacqua, coordinatore nazionale di Sinistra Liberale.

 

Da Repubblica:

Il ministro dei Trasporti uscente presiederà il gruppo dem in Parlamento. Il fedelissimo di Renzi quello di Palazzo Madama. Evitata una nuova conta e una probabile spaccatura nel partito. Il segretario reggente: “Habemus papam”


ROMA – Graziano Delrio alla Camera e Andrea Marcucci al Senato. Questa la proposta avanzata dal segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, e approvata dalle assemblee dei deputati e dei senatori dem. Una mediazione che ha evitato una nuova conta e una probabile spaccatura nel partito.

“Vogliamo provare tutti insieme a dare un segnale di squadra e l’unità è il presupposto per costruire il rilancio del Pd. Per questo le due proposte che vi presento per i capigruppo sono fatte con questo spirito”, ha detto Martina all’assemblea del gruppo alla Camera, ponendo una sorta di ‘fiducia’ sui due nomi.

Leggi l’articolo completo su Repubblica